di Zaira Di mauro (Psicologa)
tratto da www.psicoterapeuta-milano.net
A Milano pullulano negozi di ogni genere, a Natale le strade si riempiono di pacchetti accompagnati da persone di ogni età, sesso, classe sociale, il sabato pomeriggio i negozi di Piazza del Duomo sono assaliti da folle di compratori, ogni occasione di festa è buona per comprare, regalare, consumare, fare acquisti.
Eppure, c'è chi lo shopping non lo vive come un sereno divertimento, né tantomeno come il soddisfacimento di un bisogno di oggetti utili. Per qualcuno, comprare diventa uno degli infiniti modi che esistono di scaricare l'ansia e cadere nella dipendenza.
Lo shopping allora diventa compulsivo: un vero e proprio disturbo caratterizzato dall'irrefrenabile impulso ad acquistare qualsiasi cosa, spesso inutile, assolutamente non necessaria né a volte gradita. Gli acquisti vengono allora messi da parte, regalati, o gettati via, e questo procura nella persona, dopo un breve ed intenso stato di euforia, un pesante sendo di colpa e un senso di inadeguatezza, molto vicina alla vergogna. La persona si accorge di vivere l'ansia in modo disfunzionale, sente di perdere il controllo degli impulsi, si sente sbagliata, ha un'immagine di sé impietosa. A sua volta, questo stato di vergogna procurerà nuovi stati d'ansia che saranno combattuti nuovamente attraverso la compulsione agli acquisti, e così via.
I sintomi sono equiparabili a tutte le altre dipendenze, e la cura, come per loro, è andare a fondo dell'ansia e della scarica nevrotica; la Psicoterapia è una delle più efficaci, ma alcuni disturbi ossessivo-compulsivi possono essere trattati anche attraverso la medicin alternativa, lo Joga, o altre formule non tradizionali. Anche la Psichiatria, se accompagnata alla Psicoterapia, può avere effetti benefici immediati, che però devono essere avvalorati da un approfondimento psicologico.
Sintomi:
-impulso ad acquistare oggetti non necessari o inutili, accompagnato da euforia e reazioni fisiche quali brividi, eccitazione, agitazione, calore
-comprare con molta freqenza e con spese al di soprà delle proprie possibilità economiche
-investimento di un tempo eccessivo, che interferisce con la vita quotidiana e lavorativa
I tre momenti dell'acquisto:
1. nella prima fase la persona vive un'intensa eccitazione e contentezza nel guardare le vetrine e i negozi, accompagnata da una sorta di stato ipnotico per cui l'oggetto diventa irresistibile, quasi unico e irripetibile, e il non averlo rappresenta una perdita irrecuperabile.
2. in un secondo momento ci si avvia all'acquisto. La persona sente euforia incontrollabile, un'illusione di benessere, di scarica emotiva. La capacità cognitiva si atrofizza.
3. nella terza fase la persona realizza di aver compiuto un comportamento distruttivo, e si smaterializza l'illusione di benessere. L'oggetto comprato perde la sua magia, e diventa l'oggetto della colpa. La persona si vergogna, sente di aver perso il controllo di sé, e sente acuirsi il suo vuoto interiore.